L’immigrazione in Lombardia

Secondo l’ORIM, gli immigrati presenti in Lombardia, provenienti dai paesi a forte pressione migratoria (Pfpm), sono stimati al 1/7/2013 in 1. 279.000: 42mila in più rispetto all’anno precedente (+3,4%).

La Lombardia rimane la regione che accentra quasi un quarto dell’immigrazione in Italia. I dati 2013 segnalano una forte concentrazione nelle Province di:

  • Milano e Monza, che insieme contano il 43% del totale regionale di stranieri ,di cui quasi la metà nel capoluogo regionale;
  • Bergamo e Brescia accentrano quasi il 27%,
  • l’area meridionale (Pv,Cr,Mn,Lo) circa il 16%,
  • e il nord-ovest il 15%.

Inoltre, le zone agricole di Cremona e Mantova, caratterizzate da un’emigrazione proveniente dai paesi ad alto tasso di analfabetismo, sono bisognose di interventi formativi specifici. Il 40% dei nuovi permessi di soggiorno nel 2011 e il 59% del primo semestre del 2012, è di tipo familiare.

I dati più recenti segnalano un ulteriore rafforzamento delle quote di soggetti presenti in Italia da almeno 10 anni: rispetto al 2010, tale crescita è di 10 punti percentuali, aggregando nel 2013 il 46% degli uomini e il 39% delle donne.

La Lombardia si trova oggi in una fase matura del fenomeno migratorio e ciò comporta la necessità di rispondere in modo efficace, sia ai bisogni di consolidamento dei processi di integrazione degli stranieri lungo soggiornanti, sia all’accoglienza dei nuovi. In ogni caso il processo di integrazione non può prescindere dall’apprendimento linguistico.

Questa esigenza è rafforzata dalla normativa che prevede:

  • per i neo arrivati, la stipula di un Accordo di integrazione in cui il livello A2 parlato di lingua italiana e la conoscenza dei principi minimi di ed. civica sono vincolanti per il rinnovo del permesso di soggiorno;
  • nel caso di lungo soggiornanti un’attestazione di italiano pari almeno al liv. A2.

Anche se la circolare del Ministero degli Interni del 10/2/2014 ha chiarito che, in caso di ricongiungimento familiare, i migranti sono esonerati dalle procedure di controllo relative all’adempimento dell’accordo, questo resta comunque un’indicazione forte di percorso che promuove la necessità della formazione linguistica come fondamentale per l’integrazione. Tutto ciò dimostra come il fabbisogno di apprendimento dell’italiano come lingua 2 rimanga estremamente consistente sul territorio lombardo.

Nel 2014 sono 14.412 gli accordi di integrazione in scadenza in Lombardia; sommando i corsisti delle due edizioni precedenti di Vivere in Italia e di quella in corso si arriva a 15.000, dimostrando la sostanziale aderenza dei dati stimati del fabbisogno linguistico a livello progettuale con quelli reali.

Infine, l’Accordo di integrazione, sottolinea oltre al bisogno linguistico anche i bisogni legati alla conoscenza del territorio e dei servizi, in particolare scuola e sanità. Da qui l’esigenza di predisporre strumenti informativi e sportelli che accompagnino i neo-arrivati e li orientino rispetto ai servizi territoriali e alle opportunità formative.

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